domenica 3 maggio 2009

Il Comunicato operativo della“Coalizione del movimento delle donne iraniane” per le richieste da rivolgere ai candidati alle elezioni presidenziali


http://www.femschool.info/english/spip.php?article286

L’Associazione delle donne, i membri e gli attivisti del movimento delle donne iraniane sono entrati nella campagna elettorale in Iran, non per appoggiare un candidato specifico ma per esporre le proprie richieste.
Sabato scorso il 26 Aprile a Teheran, in una conferenza stampa alla quale hanno partecipato Shirin Ebadi, Simin Behbahani, Azam Taleghani, Elahe Kulaii, Shahla Lahiji, Farzaneh Taheri e Shahla Ezazi, è stato diramato un comunicato che annunciava la nascita della “Coalizione del movimento delle donne iraniane per esporre le richieste delle donne alle elezioni presidenziali”. Il comunicato spiega sia le motivazioni della loro presenza nelle elezioni, sia le loro precise richieste da esporre al futuro Presidente della Repubblica. Inoltre, nel comunicato vengono precisate le azioni e le attività che saranno svolte dalle donne durante la campagna elettorale.

Il testo integrale del comunicato:


Perchè formare una coalizione durante le presidenziali?


Noi che rappresentiamo una parte del movimento delle donne iraniane, in qualità di attivisti nelle diverse aree della società civile quali le corporazioni, la stampa, le istituzioni non governative, i partiti politici e in qualità di fautori di numerose battaglie civili, nel corso degli anni precedenti abbiamo percorso diverse strade per realizzare le richieste delle donne e ogni volta che ce n'è stata l'esigenza (ogni volta che le circostanze lo hanno richiesto) abbiamo proceduto di pari passo (all'unisono) per la realizzazione di queste richieste.
Ebbene oggi abbiamo deciso di dare vita a una nuova coalizione, con l'intenzione di presentare una parte delle richieste avanzate da noi e dalle donne del nostro Paese, approfittando del periodo elettorale.
Questa coalizione ha esclusivamente come obiettivo l'esposizione delle richieste delle donne e non si propone di appoggiare un candidato in particolare o di interferire nel diritto dei concittadini di partecipare o meno alle elezioni, bensì si propone le seguenti azioni di carattere collettivo:


- vogliamo accompagnare il binomio “governo – maschilismo”, che normalmente trionfa nel periodo elettorale, sulla strada pacifica della realizzazione dei bisogni della società civile e in particolar modo delle richieste delle donne rimaste inascoltate;
 attraverso la nostra azione collettiva vogliamo far comprendere alle autorità (governanti) che bisogna che diano risposte anche alle classi popolari e agli strati più bassi della popolazione e non soltanto ai vertici della piramide del potere e che se sono alla ricerca di consensi e di legittimazione fra le donne, gli studenti, gli insegnanti e le altre fasce della società, devono impegnarsi anche nei loro confronti per la realizzazione delle loro richieste;
 attraverso questi mezzi vogliamo dimostrare che, a guardar bene, anche nelle condizioni sociali e politiche più difficili si può essere dei cittadini incisivi e ci si può impegnare per una vita migliore e giusta, ma la realizzazione di ciò è subordinata a che noi donne possiamo e diamo prova di saper trarre vantaggio dallo sperimentare diverse strategie sociali con capacità, intelligenza e valore. Infatti l'esperienza ha dimostrato che ogni spazio e ogni spiraglio che le donne hanno concesso è stato immediatamente conquistato dal misoginismo e più di prima ha reso la vita di ogni singola donna del Paese vittima di discriminazioni e di esclusioni inumane e di comportamenti violenti.

Cosa intendiamo ottenere?


L'uguaglianza dei diritti e l'eliminazione delle discriminazioni su base sessuale, razziale e classista sono l'essenza e la base condivisa delle richieste delle donne di ogni classe sociale. Le donne iraniane appartenenti alle diverse classi sociali, nonostante siano convinte che le strutture sociali influenzino le condizioni e i rapporti fra i due sessi, hanno sempre combattuto al fianco degli uomini per l'ottenimento della democrazia, delle libertà individuali e civili e dei diritti del cittadino ed è per questo motivo che anche oggi come in passato, al fianco degli altri gruppi sociali e in aggiunta alle loro specifiche richieste, chiedono l'ufficialità del riconoscimento e la realizzazione delle libertà universali così come chiarite nella Costituzione, fra cui la libertà di espressione, di associazione, ecc. e inoltre la sospensione delle numerose pressioni esercitate sulle donne, sugli studenti, sui lavoratori, sugli insegnanti, sui gruppi etnici e sulle diverse sette religiose.
D'altra parte sanno anche che l'uguaglianza dei due sessi è un prerequisito per il conseguimento della democrazia, di uno sviluppo stabile e per la realizzazione di una società sana, umana e libera dalla violenza, dalla povertà e dall'ingiustizia.
Per questo motivo noi, donne e uomini iraniani, convinti che senza l'eliminazione della discriminazione dalla vita delle donne, nessuna società otterrà democrazia e giustizia – di sempre queste due desiderio della società iraniana – chiediamo ai candidati alla guida della repubblica che nei loro programmi politici tengano da conto due nostre questioni fondamentali, che sono la struttura portante per la realizzazione delle richieste delle donne nei diversi campi inclusi nel fascicolo dettagliato di questa coalizione, e cioè:
1. seguire attivamente l'adesione dell'Iran alla “Convenzione sull'eliminazione di ogni tipo di discriminazione contro le donne”(CEDAW).
Sappiamo che il progetto di “adesione del governo iraniano alla convenzione sull'eliminazione di ogni tipo di discriminazione contro le donne” durante il governo Khatami è stato consegnato al Parlamento, ma purtroppo, dopo che il progetto aveva ottenuto l'approvazione in Parlamento, il Consiglio dei Guardiani della Rivoluzione l'ha rigettato e il Parlamento l'ha rinviato per la decisione al Consiglio del Discernimento, di cui il presidente della repubblica è membro.
Per questo motivo, al futuro presidente della repubblica, in osservanza del principio di uguaglianza e nel rispetto della giustizia e della mancanza di discriminazione sessuale, chiediamo che in testa alle proprie priorità metta il continuo e scrupoloso controllo dell'adesione dell'Iran alla Convenzione sull'eliminazione di ogni sorta di discriminazione nei confronti delle donne./CEDAW)
2. impegno nel mettere al bando leggi discriminatorie nei riguardi delle donne e in particolar modo la revisione e la modifica degli articoli 19, 20, 21 e 115 della Costituzione, allo scopo di accogliere il principio di parità dei due sessi senza riserve né condizioni.
Sappiamo che la modifica e la correzione di queste leggi discriminatorie non ricade nell'ambito delle facoltà della presidenza della repubblica, ma a questo riguardo siamo pure al corrente che se il prossimo consiglio dei ministri rimane vincolato al principio di uguaglianza delle donne del paese e lo considera fra i propri impegni, con le proprie possibilità e l'insieme delle proprie capacità può compiere dei passi molto efficaci per l'eliminazione delle discriminazioni di legge nei confronti delle donne e affinché le persone e il parlamento stesso possano impegnarsi per la modifica delle leggi civili e penali, c'è bisogno che, fin dal primo istante, questa possibilità venga raccolta con il recepimento nella Costituzione del “principio dell'uguaglianza dei sessi senza riserve e senza condizioni”.

Cosa faremo?

Al fine di spiegare le ragioni delle donne e di diffonderle fra la popolazione e le autorità, porremo in atto ogni iniziativa necessaria, che sia nelle nostre capacità e nelle nostre possibilità, a ognuno dei tre livelli: popolazione, società civile e candidati presidenziali e ci auguriamo di poter impegnarci, almeno nel periodo elettorale, a diffondere le richieste delle donne nella società e fra le autorità e a proseguire, inoltre, nel conseguimento delle rimanenti richieste delle donne mediante la realizzazione delle due questioni chiave summenzionate.

Ma come agiremo?


In questo movimento pacifico e collettivo cercheremo di delineare, con il maggior consenso possibile fra i gruppi del movimento delle donne e gli altri gruppi sociali, il futuro percorso di questa coalizione, con la partecipazione di tutte le persone interessate a unirsi ad essa. Per questo motivo, chiediamo a tutti i gruppi e alle persone che desiderino aggregarsi in questa coalizione e indicarne la direzione da prendere, di inviare una email all'indirizzo di cui in appresso e di prendere parte alle sedute di discussione e alle decisioni riguardo al prosieguo del movimento, affinché così facendo, con comunanza di pensieri e con il più ampio accordo nella diffusione delle richieste delle donne, possiamo avere ragione della frantumazione di questo movimento.

Per veder il comunicato in inglese,tedesco e persiano:
http://www.feministschool.net/english/spip.php?article281

Per firmate la Coalizione ed appoggiare scrivere al indrizzo email:

activistwomenforum@gmail.com

venerdì 1 maggio 2009

Niente perdono, Delara giustiziata




http://www.corriere.it/esteri/09_maggio_01


http://amnesty.org/en/news-and-updates/news/delara-darabi-executed-iran-20090501


http://www.campaignforequality.info/spip.php?article4055


http://zamaaneh.com/news/2009/05/post_8816.html

http://mohegh.blogfa.com/post-69.aspx

Niente perdono, Delara giustiziata
La ragazza-pittrice condannata per un omicidio avvenuto quando aveva 17 anni è stata impiccata all'alba


ROMA - La condanna è stata eseguita. Delara Darabi, la pittrice di 23 anni condannata al patibolo per la complicità in un omicidio commesso nel 2003 quando lei aveva solo 17 anni, è stata giustiziata nella prigione di Rasht, in Iran. E' stata uccisa di mattina presto, di venerdì, giorno sacro per gli islamici. Senza che ne fosse data notizia al suo avvocato né alla sua famiglia, secondo quanto spiega Mohammad Mostafaei, un avvocato attivo nel campo dei diritti umani, citato dal sito di Iran Human Rights. E' stata impiccata nonostante un movimento di pressione internazionale che raccoglie attivisti per i diritti umani di varia provenienza avesse ottenuto un rinvio dell'impiccagione. Si era parlato di una dilazione di due mesi, rispetto alla data del 20 aprile nella quale era stata fissata inizialmente l'esecuzione. Invece il boia ha atteso solamente dieci giorni.

IL RINVIO - Il provvedimento di rinvio era stato certificato dal capo della magistratura di Teheran, l'ayatollah Mahmud Hashemi Shahrudi, che aveva parlato di una sospensione «per un breve periodo di tempo» per dare modo alla famiglia della vittima di riflettere sulla richiesta di perdono avanzata dai genitori di Delara. Shahrudi non aveva però annullato l’esecuzione, come richiesto invece dalle associazioni dei diritti umani e dagli attivisti iraniani. Iran Human Rights, Amnesty International e le altre associazioni che si erano battute per la sua salvezza - puntando soprattutto sulla minore età della ragazza all'epoca dei fatti - avevano parlato di possibili violazioni della legge internazionale. L'Iran ha ratificato la Convenzione Onu per i diritti dell'infanzia, che vieta la pena di morte per i minorenni. Ma di fatto ancora non ne segue le indicazioni: uno specifico progetto di legge per dare applicazione concreta a quanto previsto dalla Convenzione è stato redatto dalle autorità giudiziarie iraniane e trasformato in un progetto di legge che stabilisce pene più leggere per i minori. Ma il provvedimento è ancora fermo in parlamento.

«PREZZO DEL SANGUE» - La legge iraniana è basata su una interpretazione della Sharia e prevede che un condannato a morte per omicidio possa avere salva la vita se i familiari della vittima concedono il perdono. Di solito ciò avviene in cambio di un risarcimento in denaro. Questo però non è avvenuto. Già in passato i parenti della donna uccisa, una cugina del padre di Delara, che aveva 58 anni, avevano rifiutato questa opzione. Una decisione evidentemente confermata, nonostante i magistrati abbiano deciso di concedere loro qualche giorno in più di riflessione. Delara proviene da una famiglia benestante e i suoi genitori si erano offerti di pagare il cosiddetto «prezzo del sangue», l'indennizzo ai parenti della vittima, primo passo per arrivare a quel perdono formale che avrebbe permesso di fermare l'esecuzione. Ma la famiglia della donna uccisa non ne ha voluto sapere e di conseguenza la sentenza di morte non è stata modificata.

«ERRORI DEI GIUDICI» - L'avvocato di Delara, Abdolsamad Khoramshahi, dal quotidiano Etemad aveva fatto sapere di essere convinto che ci siano stati degli errori nella gestione del caso da parte dei giudici. Il legale avrebbe anche raccontato di come la donna sarebbe stata anche drogata dal suo compagno di allora. Delara si era infatti inizialmente addossata le responsabilità per quanto accaduto. Dopo il processo di primo grado, aveva ritrattato la sua confessione e aveva raccontato una nuova verità. Aveva parlato di come, con il suo gesto, avesse cercato di coprire l'allora compagno, di due anni più vecchio di lei, autore materiale dell'omicidio. Ma non è riuscita a convincere i magistrati della sua innocenza e nel febbraio del 2007 la Corte suprema di Teheran, ritenendola comunque coinvolta attivamente nell'assassinio e non accettando l'idea che sia stata una semplice testimone, aveva confermato la sentenza.

«L'ONU INTERVENGA» - «L'esecuzione di Delara è stata possibile perché l'Iran continua a pensare di poter agire da sola e che le reazioni internazionali siano solo parole e non abbiano conseguenze - dice Mahmood Amiry-Moghaddam, portavoce di Iran Human Rights -. Delara è il simbolo di tutti i minorenni ed è ora che Teheran paghi le conseguenze per una violazione della convenzione sui diritti dell'infanzia che pure ha siglato. L'Onu deve fare in modo che quei principi trovino attuazione e non siano semplicemente un pezzo di carta». In Iran ci sono attualmente 150 minorenni in attesa di condanna a morte.

Carlotta De Leo

صبح امروز دلارا دارابی، که در سن ۱۷ سالگی به اتهام قتل بازداشت شده بود. در کمال ناباوری توسط اجرای احکام دادسرای رشت در زندان مرکزی رشت اعدام شد

http://mohegh.blogfa.com/post-68.aspx

http://zamaaneh.com/news/2009/05/post_8816.html

صبح امروز دلارا دارابی، که در سن ۱۷ سالگی به اتهام قتل بازداشت شده بود. در کمال ناباوری توسط اجرای احکام دادسرای رشت در زندان مرکزی رشت اعدام شد.

اعدام این هنرمند در صورتی به وقوع پیوست که هیچ یک از وکلای وی از زمان اجرای حکم اطلاعی نداشتند.

خبر خیلی کوتاه است ولی وحشتناک.

چه راحت جان می گیریم.

چه راحتی طناب دار را به گردن کودکی می اندازیم.

چه راحت لرزش های بدن نحیفش را احساس می کنیم.

به خدا ظلم است ظلم.

به خدا عدالت این نیست که کودکی کودکی را از وی بگیریم.

به خدا عدالت این نیست که بکشیم آنکه حقش مرگ نیست.

چه کسی می خواهد در روز قیامت پاسخگو باشد.

آیا انصاف است ....

چهارم فروردین سال ۸۵ او را در زندان رشت ملاقات کردم. او چهره ای مظلوم داشت. او قاتل نبود. قسم می خورد که قاتل نیست.

برایم تابلویی نقاشی کرد که عکس پیرمردی در آن بود که ویالن می زد. نمی دانستم که ساز مرگ دلارا را می زند.

باور نمی وشد که کشته شده باشد.

او واقعا بی گناه، مظلوم، آرام، متین، پاک و بی آلایش بود. دختری که حقش مرگ نبود و جانش را گرفتند.

خدایا به فریادمان برس.

خدایا از این همه بی عدالتی به کجا پناه ببریم.

خدایا خدایا خدایا.... چرا ما را اینقدر بی رحم آفریدی چرا چرا...

گزارش رادیو زمانه را بخوانید